• Davide Uberti

La sostenibilità delle batterie nelle auto elettriche

Aggiornato il: mag 16

Quando si parla di transizione verso una mobilità sostenibile e ci si sofferma sullo sviluppo e sulla promozione dei veicoli elettrici, sono diversi gli spunti di riflessione che ne scaturiscono. Uno dei principali dubbi riguarda la sostenibilità dello smaltimento delle batterie utilizzate da questi veicoli. Infatti, è ormai universalmente conosciuto e condiviso il fatto che un errato smaltimento della batteria, al termine del suo ciclo di vita, costituisca una minaccia per l’ambiente, a causa dei materiali tossici ed inquinanti di cui questa è composta.


Nel 2018, la Commissione europea ha formalizzato l’adozione di una prima serie di misure all’interno del Piano d’Azione Strategico sulle Batterie (Strategic Action Plan on Batteries), nel quale viene enunciato l’obiettivo di raggiungere la posizione di leader nella produzione e nel riutilizzo sostenibile delle batterie dei veicoli, in un’ottica di economia circolare.


Questo nuovo modello di economia è alternativo al modello lineare (tradizionale) fin qui adottato e mira ad eliminare il concetto di rifiuto. Il Parlamento Europeo definisce l'economia circolare come un modello di produzione e consumo, che prevede la condivisione, il riutilizzo, la riparazione, la ristrutturazione e il riciclaggio di materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile, cercando in ogni fase del ciclo di vita del prodotto di ottimizzare e massimizzare il suo valore.


L’economia circolare e i suoi principi stanno ottenendo sempre più rilevanza all’interno del nostro sistema economico e politico poiché questo nuovo modello di economia sembra essere un buon metodo per ridurre i costi di produzione, i rifiuti e gli scarti di processo e, di conseguenza, anche il nostro impatto sull’ambiente circostante.



All’interno del nuovo regolamento sulle batterie sostenibili (New EU regulatory framework for batteries: Setting sustainability requirements), provvedimento con cui la Commissione europea aggiorna la normativa in materia, l’Unione prevede che la domanda globale di batterie dovrebbe aumentare di 14 volte entro il 2030, rendendo questo mercato sempre più strategico. Sulla base di questo dato, risulta facile immaginare la rilevanza che assumerà l’economia circolare al fine di garantire la sostenibilità e la competitività delle catene del valore delle batterie.


I metodi disponibili per rendere questo modello sostenibile sono essenzialmente due: il riutilizzo ed il riciclo. In generale, il riutilizzo e il riciclaggio delle batterie agli ioni di litio (le più comuni per i veicoli elettrici) sta diventando una necessità sia per i governi sia per i produttori. Da un lato, il riutilizzo si focalizza sul prolungamento del ciclo di vita della batteria, che può essere riusata in altre applicazioni e in diversi ambiti, mentre dall’altro il riciclo sarà fondamentale per mantenere il valore delle batterie e dei diversi componenti all’interno del mercato comunitario. Questa seconda opzione potrebbe garantire all'UE di disporre di risorse proprie, diminuendo la propria dipendenza dalle importazioni da paesi terzi.


Secondo la gerarchia nella gestione dei rifiuti, la soluzione ottimale sarebbe quella di considerare in primo luogo il riutilizzo, per poi concentrarsi una volta terminata la capacità delle batterie sul loro riciclo. Ad oggi, infatti, nel settore dei veicoli elettrici, le batterie devono essere ritirate quando scendono all'80% della capacità primaria. Questo significa che le batterie in questione, una volta ritirate dal mercato, possiedono ancora circa il 75-80% di capacità disponibile che può essere sfruttata.



Nonostante questa informazione, uno studio effettuato dalla compagnia Bloomberg New Energy Finance prevede che nel 2025 solamente il 27% delle batterie agli ioni di litio avranno una ‘seconda vita’, mentre la rimanente parte sarà destinata al riciclo, anche se i costi per quest’ultima opzione rimangono piuttosto elevati. Nel 2040, infine, si stima che il valore dei materiali recuperati nell'economia dell'UE potrebbe tradursi in un valore di mercato compreso tra 1,9 e 2,6 miliardi di euro.


In conclusione, il ruolo svolto dall’Unione Europea e dai singoli governi nazionali sarà fondamentale per fronteggiare questa sfida. L’obiettivo deve essere quello di incentivare lo sviluppo tecnologico e contribuire alla nascita di economie di scala al fine di garantire una riduzione nei costi di riutilizzo e riciclaggio che consentirà al mercato interno di essere competitivo e creare valore nel lungo periodo per l’intera collettività.