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Guida per principianti: risposte semplici alle domande più frequenti sulle auto elettriche

Aggiornamento: giu 5

Se stai pensando di acquistare un’auto nuova, questo è il momento giusto per considerare di acquistarla elettrica. Non prima, però, di aver consultato la nostra Guida per principianti, il primo di una nuova serie di contenuti realizzati in collaborazione con la Redazione di Showcar.



Quali sono i vantaggi delle auto elettriche?

Rispetto a modelli spinti da motori termici con potenza equivalente, le auto elettriche sono più scattanti (la coppia del motore viene erogata immediatamente, senza ritardi tra la pressione dell’acceleratore e la spinta effettiva), più silenziose (un motore elettrico, essenzialmente, non fa rumore e non emette vibrazioni), più efficienti (prove strumentali dimostrano un’efficienza superiore di ben 4 volte a parità di potenza e condizioni) e per certi versi più comode (basta una presa di corrente per caricarle). Senza dimenticare uno degli aspetti vincenti di questo tipo di alimentazione: l’assenza di emissioni di CO2 a livello locale.



Auto elettriche: è vero che non inquinano?

Se consideriamo le sole emissioni locali (quelle relative all’utilizzo effettivo del mezzo), le auto elettriche non inquinano, nel senso che non emettono alcun tipo di sostanze climalteranti (come la CO2) o inquinanti (come gli NOx). È facile, dunque, comprendere come mai le auto elettriche siano viste in modo così favorevole dalle amministrazioni locali: un’ampia diffusione di veicoli elettrici renderebbe l’aria delle nostre città decisamente più respirabile.

Anche le auto elettriche, tuttavia, hanno delle emissioni inquinanti nel loro ciclo di vita: sono quelle derivate dalla produzione in generale, dalla produzione dell’energia (in caso di fonti non rinnovabili), dalla produzione dei pacchi batterie e dallo smaltimento degli stessi accumulatori.

Azzerare le emissioni derivate da questi processi è impossibile, ma va detto che i grandi Costruttori stanno lavorando per abbatterle drasticamente e compensarle attraverso azioni virtuose come la promozione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e la piantumazione di nuove aree verdi.



Auto elettriche: le unità di misura da conoscere

In tutte le auto la potenza massima sviluppata dal motore (o dai motori) viene espressa in kW (pronunciato “chilowatt”): questo vale anche per le auto elettriche, mentre per quelle termiche si usa solitamente anche il cavallo vapore (CV). 1 kW equivale a 1,36 CV. Il kW viene espresso anche per indicare la potenza di ricarica, sia quella erogata dalle colonnine sia quella supportata dai caricatori di bordo (OBC – On Board Charger). Il kWh (pronunciato “chilowattora”), è invece l’unità di misura della capacità di un pacco batterie.

Esempio: una Peugeot e-208 ha una potenza massima di 100 kW (equivalenti a 136 CV), una batteria da 50 kWh e una potenza di ricarica massima di 100 kW presso le colonnine fast in corrente continua. Il caricatore interno, invece, supporta una potenza massima di ricarica di 11 kW presso le colonnine quick in corrente alternata.



Come si ricarica un’auto elettrica?

Un’auto elettrica richiede tempo per essere ricaricata: un tempo che varia in base alla capacità del pacco batterie (espressa in kWh) e alla potenza di ricarica (espressa in kW). Maggiore è la potenza di ricarica, minore sarà il tempo di attesa. A differenza delle auto termiche, le auto elettriche possono essere ricaricate quando non vengono utilizzate, per esempio di notte nel box di casa oppure durante una pausa pranzo al ristorante.

Questo aspetto va tenuto in considerazione quando bisogna percorrere, in tempi brevi, tratti più lunghi rispetto all’autonomia massima offerta dalla vettura: in tal caso, è consigliata un’attenta pianificazione delle soste di ricarica lungo il tragitto (con eventuali piani B nel caso le colonnine scelte non dovessero funzionare). In questo, agli automobilisti elettrici viene in aiuto la tecnologia: esistono infatti auto (o applicazioni per smartphone da collegare all’auto) che, dopo aver inserito l’indirizzo di destinazione, calcolano automaticamente le soste e i tempi di ricarica necessari per arrivare alla meta nel minor tempo possibile.

I pacchi batterie agli ioni di litio (ormai presenti nella stragrande maggioranza delle auto elettriche) “digeriscono” meglio le ricariche lente rispetto alle ricariche veloci. Queste ultime, infatti, sono consigliate sporadicamente (per esempio quando si effettuano lunghi viaggi), poiché l’elevata potenza in ingresso accelera il degrado delle celle, riducendo di conseguenza l’autonomia massima nel lungo periodo.



Quanto costa ricaricare un’auto elettrica?

La risposta dipende da diversi fattori: in generale, più la ricarica è veloce, più aumenta il suo costo. Il modo più economico di ricaricare un’auto elettrica è collegarsi alla rete domestica, dove il prezzo medio per ogni kWh di energia erogato si aggira intorno a 0,20 euro. Se caricata sempre a casa, un’auto elettrica permette di spendere meno rispetto a qualsiasi altra alimentazione termica, compreso il metano.

I prezzi aumentano se ci si rivolge ad una colonnina pubblica in corrente alternata: le più diffuse erogano fino a 22 kW di potenza massima e propongono una tariffa media di 0,40 euro al kWh. Si sale a 0,50 euro/kWh nel caso delle stazioni di ricarica fast (con potenza di circa 50 kW), fino ai circa 0,80 euro/kWh richiesti per le stazioni di ricarica ultra fast (HPC – High Power Charging stations), in grado di erogare fino a 350 kW di potenza massima.

Gli esempi sopracitati riguardano le cosiddette tariffe “a consumo”, ma esistono diversi operatori che permettono di usufruire di tariffe “flat” (per ricaricare senza limiti sottoscrivendo un abbonamento mensile a canone fisso) o di pacchetti di kWh a prezzi agevolati.

Fermo restando il fatto che un’auto elettrica non si compra per spendere meno ma per ridurre le emissioni di CO2 a livello locale, esistono comunque dei modi per ricaricare spendendo ancora meno rispetto alla ricarica domestica da 0,20 euro/kWh:

  • la ricarica presso le tante colonnine gratuite messe a disposizione da centri commerciali, ristoranti, hotel, centri sportivi, concessionari e alcune amministrazioni locali;

  • la ricarica da casa sfruttando l’energia trasformata dai pannelli fotovoltaici (ancora meglio se in presenza di batterie di accumulo).



L’auto elettrica è il futuro?

A causa delle sempre più stringenti normative antinquinamento imposte dall’Unione Europea (che se non rispettate causerebbero multe multimiliardarie per i Costruttori), le auto elettriche – che con le loro zero emissioni locali sono le uniche in grado di abbattere drasticamente la media delle emissioni di CO2 di ogni Marchio automobilistico - sono destinate a diffondersi rapidamente, a maggior ragione nelle grandi città. Qui, infatti, la maggior parte delle amministrazioni sta imponendo diverse limitazioni alla circolazione dei veicoli spinti da motori termici. Le auto elettriche, dunque, saranno quasi sicuramente il futuro: un numero sempre maggiore di automobilisti si convertirà all’elettrico, da una parte a causa della “spinta” quasi obbligata da parte delle istituzioni, dall’altra per gli inevitabili vantaggi offerti da questo tipo di motorizzazione.

Difficilmente vedremo una conversione del parco auto totale all’elettrico in tempi brevi: una larga fascia di automobilisti vede ancora oggi l’elettrico con diffidenza, sia per motivi economici sia per aspetti pratici, come l’impossibilità di ricaricare l’auto in modo comodo (colonnina sotto casa/wallbox in garage) o in tempi brevi (stazioni di ricarica fast lungo le principali vie di comunicazione).


Simone Facchetti

News editor, test driver e responsabile EV&Tech di Showcar (www.showcarnews.it)


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