• Davide Uberti

Auto elettriche ed endotermiche: cicli di vita a confronto

Il settore dei trasporti è responsabile di circa il 30% delle emissioni totali di CO2 in Europa, di cui il 72% è causato dal solo trasporto stradale. In particolare, nel nostro continente, le autovetture sono fra i mezzi più inquinanti, considerato che generano più del 60% del totale delle emissioni di CO2. È quindi necessaria un’inversione di rotta, che sembra essere possibile grazie alla transizione verso altri modelli di mobilità. Negli ultimi anni, il dibattito verso quale fosse la migliore tecnologia da adottare per migliorare la sostenibilità nei trasporti si è acceso e spesso ha messo in contrapposizione la mobilità elettrica con le auto tradizionali.


Numerosi sono stati gli studiosi che per affrontare ed analizzare i due scenari sono ricorsi allo strumento della LCA (Life Cycle Assessment), nota in italiano come analisi del ciclo di vita di un prodotto: si tratta di un metodo oggettivo di calcolo per la valutazione e la quantificazione degli impatti energetici ed ambientali potenziali associati ad un prodotto o processo durante l’intero ciclo di vita, partendo dall’estrazione delle materie prime fino al fine vita del prodotto (approccio “dalla Culla alla Tomba”).


L’argomento è molto complesso, ma recentemente sono state pubblicate delle analisi che contribuiscono a chiarire alcuni punti chiave che sono fondamentali per identificare con maggiore accuratezza le differenze negli impatti fra veicoli elettrici e convenzionali. I risultati di queste analisi evidenziano che i veicoli elettrici hanno prestazioni migliori rispetto a quelli tradizionali nelle seguenti categorie di impatto: emissioni di gas a effetto serra (con impatti quasi dimezzati rispetto ai veicoli a motore termico), emissioni di agenti inquinanti, fra i quali si evidenzia una riduzione sugli impatti dell’acidificazione dell’aria e un miglioramento nella qualità di quest'ultima grazie anche alle inferiori polveri sottili causate.


Vi sono, però, anche due indicatori in cui la performance dei veicoli elettrici è inferiore rispetto a quella delle auto tradizionali. Infatti, la mobilità elettrica contribuisce maggiormente a fenomeni di eutrofizzazione dell'acqua e ha livelli di tossicità più elevata per l’uomo, soprattutto a causa degli impatti relativi al ciclo di vita delle batterie. In generale, anche considerando il paese europeo con il peggiore mix energetico (ad es. Polonia), i veicoli elettrici conseguono risultati migliori rispetto a quelli convenzionali sia in termini di impatti sul cambiamento climatico sia per quelli collegati all’inquinamento dell’aria.


Analizzando lo scenario peggiore, quello in cui cioè la batteria fosse prodotta in Cina e l’auto guidata in Polonia, il veicolo elettrico creerebbe comunque impatti del 22% inferiori rispetto allo stesso modello con motore diesel e del 28% rispetto a quello a benzina. Sempre sulla base delle più recenti analisi LCA, se il veicolo elettrico fosse utilizzato in Olanda, Germania o Italia, sarebbe due volte più 'pulito' della macchina con motore endotermico, mentre se si considerassero paesi in cui i combustibili fossili hanno minore rilevanza (Francia e Svezia), l’impatto ambientale sarebbe da quattro a cinque volte inferiore rispetto all’auto tradizionale.



Il divario nelle emissioni fra auto elettriche e veicoli convenzionali è destinato ad aumentare in futuro, anche grazie alle potenzialità di sviluppo tecnologico della filiera. Infatti, è possibile prevedere che entro il 2030 ulteriori miglioramenti saranno registrati grazie al progresso nel riciclo delle batterie, alla riduzione degli impatti nel processo produttivo, allo sviluppo di sistemi vehicle-to-grid (V2G), al miglioramento del mix energetico e, infine, all’allungamento del ciclo di vita del veicolo.


I risultati delle analisi testimoniano la necessità di accelerare la transizione verso la mobilità elettrica per rispondere alle problematiche legate al cambiamento climatico. Un ruolo chiave per lo sviluppo di questi veicoli è quello svolto dai decisori politici (policy makers), i quali hanno il compito di promuovere l’acquisto di veicoli elettrici, attraverso la definizione di aiuti per stimolare la transizione. Un primo passo è quello introdotto ieri dall'Unione Europea: nel nuovo pacchetto "Fit for 55" per il clima si prevede infatti di istituire un "Fondo sociale per il clima" destinato ad alleggerire l'impatto economico del nuovo sistema sui consumatori. Al suo interno, sono compresi anche incentivi per la transizione verso la mobilità elettrica.




Davide Uberti

Collaboratore Editoriale, ENVEL



















Fonti:

  • Girardi, P.; Brambilla, P. C. (2019): Electric Cars vs Diesel and Gasoline: A Comparative LCA Ranging from Micro-Car to Family Car. Academic Star Publishing Company.

  • Transport&Environment (2020): How clean are electric cars? T&E’s analysis of electric car lifecycle CO2 emissions.

  • Helmers E. et al. (2020): Sensitivity Analysis in the Life-Cycle Assessment of Electric vs. Combustion Engine Cars under Approximate Real-World Conditions. Sustainability 2020, 12, 1241; doi:10.3390/su12031241