ARENA DEL FUTURO: SULLA BREBEMI SI CARICANO I VEICOLI IN MOVIMENTO.


Sembra di parlare di un futuro avveniristico, invece c’è già la data sul calendario: il prossimo autunno partirà una sperimentazione che prevederà la ricarica dei veicoli in movimento su un’area adiacente alla Brebemi. Si tratta di un circuito di 1.050 metri a poca distanza dal casello di Chiari Ovest.


Ma vediamo meglio di cosa si tratta. La tecnologia Dynamic Power Wireless Transfer permette di superare i principali ostacoli legati alla trazione dei veicoli elettrici, ossia l’autonomia e la presenza, ancora poco diffusa, di stazioni di ricarica.


Come funziona?

Circa 8 centimetri sotto il manto stradale, vengono poste delle piastre di rame ad induzione, che comunicano con altrettante piastre installate nel sottoscocca dei veicoli (con l’ulteriore vantaggio, in futuro, di poter equipaggiare i veicoli con batterie più leggere e guadagnare in efficienza).


Dalla Svezia a Israele.

Il primo progetto, nel 2020, costato circa 11 milioni di euro, è partito con una strada svedese, che collega l’aeroporto di Gotland al centro abitato di Visby (cittadina medievale patrimonio dell’Unesco): la SmartRoad Gotland, appunto. Lunga 4,2 km, dei quali circa 1,2 km sono equipaggiati per la ricarica wireless di bus e furgoni.

Nell’isola del Mar Baltico le condizioni climatiche e le fonti di produzione di energia, prevalentemente rinnovabili, sono state le premesse perfette per la creazione di questo progetto pilota finanziato quasi interamente dallo Stato svedese, in partnership con la startup israeliana Electreon.

Nella seconda parte del 2020, la società, quotata alla borsa israeliana, ha avviato un analogo progetto, che prevede l’elettrificazione di un tratto di strada che collega l’università di Tel Aviv con il terminal Klatizkin di Ramat Aviv: un totale di 2 km di cui 600 metri con ricarica wireless.

Entrambi i progetti prevedono lo studio dei dati per valutare l’impatto di questa tecnologia, e, se i test saranno positivi, sono previsti ulteriori investimenti.


Electreon anche in Italia.

Ed è proprio la stessa Electreon ad aver messo la propria tecnologia a disposizione del progetto, primo in Italia e tra i capofila nel mondo, che vedrà protagonista la A35.

Nel circuito di poco più di 1km, denominato “Arena del Futuro”, l’asfalto sarà alimentato da una potenza di 1MW.

Si partirà con due automobili Stellantis e un bus Iveco.


Non solo mobilità elettrica.

Tra i tanti partner del progetto (A35 Brebemi-Aleatica, Abb, Electreon, Fiamm Energy Technology, Iveco, Iveco Bus, Mapei, Pizzarotti, Politecnico di Milano, Prysmian, Stellantis, Università Roma Tre e Università di Parma), c’è anche TIM: grazie dalla tecnologia 5G, si sperimenterà la guida autonoma. La presenza di due prestigiose Università, inoltre, testimonia l’alto profilo di questa nuova avventura, che non sarà solo industriale, ma anche scientifica e accademica.

La pandemia di Covid-19 ci ha messo di fronte a come le nostre abitudini abbiano un risvolto importante sull’ambiente. Ricordiamo tutti le immagini dell’Hubei in quarantena senza smog, così come le colonnine di rilevazione ARPA in Lombardia nella Primavera del 2020, che segnavano valori ottimali per l’aria, ma certamente non sostenibili a livello sociale ed economico.

La mobilità elettrica oggi guarda al futuro, che potrebbe essere più vicino di quanto pensiamo, e questi progetti potrebbero aggirare le principali difficoltà logistiche che si trovano oggi nel pensare all’acquisto di un’automobile elettrica. Senza dimenticare che se i prossimi decenni vedranno la nascita su larga scala delle strade elettrificate, ci sarebbe una “scossa” (per rimanere in tema) positiva per l’economia reale, che da diversi anni non trova grandi spunti per il futuro ed attraversa sempre maggiori fasi di stallo.